{"id":255474,"date":"2021-03-22T16:17:03","date_gmt":"2021-03-22T16:17:03","guid":{"rendered":"https:\/\/eventi.uniurb.it\/urbinate-per-sempre\/?page_id=255474"},"modified":"2021-05-25T09:29:24","modified_gmt":"2021-05-25T09:29:24","slug":"urbino-a-raffaello-1984-letto-da-simone-dubrovic","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/eventi.uniurb.it\/urbinate-per-sempre\/home\/urbino-a-raffaello-1984-letto-da-simone-dubrovic\/","title":{"rendered":"Urbino a Raffaello [1984] letto da Simone Dubrovic"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_color=&#8221;#000000&#8243; background_enable_image=&#8221;off&#8221; custom_padding=&#8221;||30px||false|false&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;1_4,1_2,1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;64px|||||&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_text_color=&#8221;#da3b26&#8243; header_text_color=&#8221;#ffffff&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221;]<\/p>\n<h1 style=\"text-align: left;\">Urbino a Raffaello<\/h1>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #da3b26;\"><span style=\"caret-color: #da3b26;\">L&#8217;Ateneo ricorda Carlo Bo\u00a0nell&#8217;anno ventennale della sua scomparsa.<\/span><\/span><\/h2>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_video src=&#8221;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=u4fC4Yzf93I&#8221; thumbnail_overlay_color=&#8221;rgba(0,0,0,0.6)&#8221; _builder_version=&#8221;4.7.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][\/et_pb_video][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_text_color=&#8221;#ffffff&#8221;]<span style=\"font-size: large;\">I conti di Raffaello con Urbino sono stati fatti tante volte e si continueranno a fare anche in futuro ma i conti di Urbino con Raffaello non sono mai stati affrontati, come sarebbe giusto. Si sono studiate le origini, si \u00e8 cercato di stabilire quanto e che cosa di Urbino \u00e8 stato ripreso e trasformato nel lavoro del pittore; si tratterebbe quindi per noi di vedere in che modo Raffaello ha contribuito alla gloria della sua citt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Ora non c\u2019\u00e8 dubbio che nell\u2019opinione comune i due nomi si sovrappongono fino a fondersi\u00a0 in una sola vocazione e questo \u00e8 uno dei pochi casi di una simile simbiosi. In altre situazioni esiste una sproporzione evidente per cui il nome dell\u2019artista aggiunge, se non addirittura illumina della sua luce il paese d\u2019origine, mentre per Urbino le due nozioni sono equipollenti e cos\u00ec assistiamo a un diverso rapporto di forze.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 chiaro che Raffaello non \u00e8 tutta Urbino, nel senso che Urbino ha una sua storia illustre anche nel campo dell\u2019arte e potrebbe respirare ugualmente da sola: basti pensare alla figura di Federico e alla straordinaria accademia che a un certo momento ha avuto vita in Urbino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">[\u2026] La cosa invece che dobbiamo accertare \u00e8 questa: in che modo Raffaello ha contribuito a esaltare la sua citt\u00e0? Direi che per una parte la risposta \u00e8 talmente evidente da non consentire variazioni o discussioni mentre \u00e8 da riconoscere il segno di questa superba coincidenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Urbino non ha dato soltanto i natali a Raffaello, gli ha dato delle origini anche in questo senso e cio\u00e8 gli ha seminato nel sangue un modello, un codice di comportamento. \u00c8 infatti in Urbino che Raffaello \u00e8 nato, \u00e8 andato a scuola dal padre ed \u00e8 in Urbino che ha imparato la divina proporzione degli ingegni, soprattutto ha imparato il valore della filosofia, della dignit\u00e0 da dare al suo lavoro di pittore; ma \u00e8 in base a questo capitale originario che egli poi ha potuto disporre la natura del suo debito, quel debito che ha onorato nella maniera pi\u00f9 alta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">E risiamo al debito che Urbino ha nei suoi confronti e forse non soltanto con lui ma con molti altri artisti e pi\u00f9 in generale con la cultura europea. Se dicessimo che questo debito \u00e8 stato sempre riconosciuto e presente, forse non diremmo il vero, anche se al momento di fare i conti non \u00e8 possibile dimenticare le ragioni della storia e quella che \u00e8 stata una lunga decadenza, quando da capitale dello spirito Urbino \u00e8 diventata un luogo della memoria, sia pure sublime ma sempre memoria, specchio rovesciato all\u2019indietro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Ebbene, in questo lungo periodo di secoli se Urbino ha potuto conservare pressoch\u00e9 intatta la sua luce, anche qui luce nelle tenebre, \u00e8 perch\u00e9 al suo nome veniva associato quello di Raffaello, e un luogo di nascita veniva esaltato a simbolo non solo di una citt\u00e0 ma di una civilt\u00e0 come quella del Rinascimento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Da un certo punto di vista \u00e8 una doppia storia di decadenza e di sopravvivenza al pi\u00f9 alto livello e non basta, \u00e8 un esempio emblematico di quelli che sono i rapporti fra storia e arte, fra ragioni della vita e ragioni dello spirito. Ora questo se \u00e8 accaduto, \u00e8 accaduto perch\u00e9 nei secoli \u00e8 la luce di Raffaello che si \u00e8 riflessa sulle pietre nobili e sulle dolci colline di Urbino, \u00e8 perch\u00e9 la quotazione di Raffaello procedeva insieme a quella di Urbino. Potremmo dire che nel giuoco di questi rapporti si fosse instaurato un regime d\u2019affetti come accade fra padre e figlio: un giuoco d\u2019affetti che da un certo punto di vista ha spezzato le catene e vinto gli impedimenti della storia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 superfluo dire che tutto questo \u00e8 avvenuto per vie naturali, cosa che d\u00e0 maggior valore alla vicenda. Nel lungo sonno della sua decadenza Urbino non aveva i mezzi n\u00e9 gli strumenti per rammemorare le sue glorie; era tornata a essere nell\u2019economia del mondo nuovo una piccola citt\u00e0, era scomparso quel discorso alto che per pochi anni aveva acceso la fantasia degli artisti, degli scienziati e dei filosofi del suo grande secolo, a poco a poco era riemersa la pi\u00f9 antica delle sue vocazioni, insomma il miracolo era finito e neppure era ipotizzabile un ritorno. I miracoli non ritornano, soprattutto quando sono legati a un luogo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Le cose sono andate diversamente per Raffaello che, uscendo da Urbino, andava incontro a una gloria senza luogo, entrava in un altro dominio che le cose degli uomini n\u00e9 quelle imperscrutabili della storia riescono a toccare. Ebbene, se in questi secoli di silenzio e d\u2019ombra il nome di Urbino non \u00e8\u00a0 stato sommerso, se un po\u2019 di quell\u2019antica luce ha continuato a vivere, Urbino lo deve a Raffaello che veramente ha rappresentato pi\u00f9 che la continuit\u00e0, il futuro, il domani della citt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Nessuno intende istruire un processo, n\u00e9 tanto meno intende vedere perch\u00e9 a un certo punto Urbino ha passato la mano al suo figlio maggiore, anche perch\u00e9 rientreremmo per un\u2019altra porta nel discorso della storia e qui la storia ha scarsi e limitati poteri; resta per\u00f2 il fatto che se da una parte \u00e8 venuta meno la voce diretta della creazione o meglio della tradizione, questa tradizione \u00e8 stata tenuta viva da Raffaello, sia pure nel giuoco dei consensi e dei sospetti, tipici dell\u2019altalena delle valutazioni artistiche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Ma lasciamo da parte questo debito inscritto nei libri dei secoli scorsi, vediamo piuttosto in che modo oggi, sia pure in un mondo di proporzioni sterminate e certo non calcolabili con gli strumenti degli scienziati del Duca, vediamo in che modo \u00e8 possibile invertire l\u2019ordine\u00a0 della pura celebrazione e riportare l\u2019ombra di Raffaello nel cielo di Urbino. Intanto va osservato che non tutto il tempo moderno \u00e8 stato sciupato in questo atto dovuto di riconoscimento e di riconoscenza; molto \u00e8 stato recuperato del grande passato, si \u00e8 cercato di uscire dal sonno e rompere lo stato d\u2019inerzia, tuttavia la maggior parte della seconda eredit\u00e0 di Raffaello aspetta di essere finalmente accettata e ristabilita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La prima cosa da fare \u00e8 di riaccendere o di accendere ancor pi\u00f9 dentro le mura di Urbino quella luce che ora appartiene al mondo, quindi \u00e8 indispensabile restituire alla citt\u00e0 quel carattere particolare di centro di cultura [\u2026] se non siamo troppo ambiziosi, di citt\u00e0 dell\u2019anima.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Quella storia che tante volte abbiamo cercato di tenere fuori del nostro discorso e di cui abbiamo intravvisto le insidie e i pericoli ha avuto su Urbino un effetto paradossale: conservandola nel silenzio l\u2019ha salvata da ogni tipo di speculazione epper\u00f2 a tutt\u2019oggi non \u00e8 stata inghiottita dalle esigenze della nuova societ\u00e0. Urbino ha mantenuto la sua grazia e la sua forza che &#8211; lo ripetiamo &#8211; \u00e8 una potenziale forza culturale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 un\u2019isola con tutti i vantaggi della riservatezza e di una ben calcolata solitudine, diciamo pure che \u00e8 un\u2019isola simbolica che aspetta di vedere ricostituiti e rivitalizzati questi simboli. Non coltiviamo sogni, progetti, restiamo attaccati al significato di questa splendida terra, chiediamo soltanto che attraverso una conversione culturale di ordine generale torni a essere un centro, un luogo di incontri, una nuova accademia dove per\u00f2 il nuovo\u00a0 sopravanzi il vecchio, dove l\u2019uomo possa ritrovare quella dimensione che altrove \u00e8 stata avvilita, distorta o a dirittura annullata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">[\u2026] penso allo spirito, a quanto nel nome di Raffaello \u00e8 stato meditato e trasformato nel mondo. Ecco che bisogna credere al simbolo pi\u00f9 che alla realt\u00e0, alla storia &#8211; questa volta -, pi\u00f9 che alla geografia, all\u2019economia dello spirito pi\u00f9 che a quella molto improbabile dei nostri calcoli. Una volta accresciuta la dose di questa reinvenzione culturale per piccola parte gi\u00e0 avviata, ecco che naturalmente torner\u00e0 con Raffaello inteso come simbolo a essere pari anche il nostro debito o per lo meno a non essere cos\u00ec cospicuo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Tutto questo non \u00e8 una semplice ipotesi fomentata dal nostro sentimento, diciamo pure dalla nostra passione, no; \u00e8 una realt\u00e0 che aspetta soltanto di essere accettata dentro i suoi pi\u00f9 veri confini e affrontata con quelle forze che sono animate dallo stesso proposito. Mi sembra che questa sia la strada da percorrere se di un emblema vogliamo cogliere le pi\u00f9 segrete e allettanti suggestioni, se intendiamo pagare il nostro debito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Direi che gi\u00e0 nell\u2019ammettere questo discorso dell\u2019Urbino che si rivolge a Raffaello sia qualcosa di pi\u00f9 di una convenzione retorica e ancora sia il tentativo di ristabilire un equilibrio che ora \u00e8 a tutto vantaggio dell\u2019immagine astratta di Raffaello. Non si tratta di cambiare il nome di Urbino o di aggiungere a quello di Urbino l\u2019aggettivo raffaellesco, cos\u00ec come faceva il pittore con Urbino firmando i suoi quadri, il tema \u00e8 assai pi\u00f9 ambizioso e consiste nel voler ridurre o fondere nel nome di una citt\u00e0 la vocazione assoluta dell\u2019arte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Qualcuno potrebbe accusarci di cadere in un\u2019altra occasione retorica, nel senso che le strade dell\u2019arte non convergono mai con quelle della nostra volont\u00e0 o della nostra ambizione ma non \u00e8 certo questo il nostro proposito: per quanto possa suonare eccessivo, il nostro sogno \u00e8 che Urbino ridiventi\u00a0 un luogo di convergenze, di studio, di alte e nobili sollecitazioni spirituali e intellettuali. Ora per questo \u00e8 necessario predisporre le strutture, sollecitare i rapporti, dare un respiro internazionale alla nostra vocazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Se non si pu\u00f2 ricreare il miracolo del Palazzo, la sua conferenza di spiriti eletti, se non si pu\u00f2 prefigurare l\u2019apparizione di un nuovo Raffaello, si pu\u00f2 per\u00f2 cercare di predisporre un clima, di costruire una casa in modo da sapere quando si pronuncia il nome di Raffaello, che cosa c\u2019\u00e8 dietro, in modo da sanare il nostro debito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Non \u00e8 un compito da poco ma \u00e8 una giusta riflessione sulle nostre responsabilit\u00e0\u00a0 e non parlo in questo caso soltanto per gli urbinati, per il fatto di essere a met\u00e0 urbinate o un convertito a Urbino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Soltanto con un\u2019azione costante, generosa e libera ci \u00e8 consentito rimediare a un\u2019ingiustizia e fare di Urbino \u2013 ancora una volta \u2013 la citt\u00e0 eterna e non soltanto la citt\u00e0 di origine di Raffaello. [\u2026] senza questo primo stato coscienziale nessun proposito culturale ha un senso e il vero viene di nuovo sepolto dal tempo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u1e14 questo il discorso tenuto da Carlo Bo il 6 aprile 1984, in occasione del V centenario della morte di Raffaello Sanzio, in apertura del Convegno Internazionale: <em>Studi su Raffaello<\/em> (Urbino-Firenze, 6-14 aprile 1984), e qui interpretato e letto da Simone Dubrovic. Recentemente ristampato in trilogia assieme a <em>Raffaello. Bellezza e verit\u00e0<\/em> e <em>Urbino e Raffaello<\/em> nei \u201cQuaderni della Fondazione Bo\u201d (luglio 2020), la lettura si offre quale intensa interpretazione del discrimine tra il concetto di <em>nascita <\/em>e quello di <em>origine<\/em>.]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voce recitante: <strong>Simone Dubrovic &#8211;\u00a0<\/strong>Fotografia: <strong>Bob Krieger<\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u1e14 questo il discorso tenuto da Carlo Bo il 6 aprile 1984, in occasione del V centenario della morte di Raffaello Sanzio, in apertura del Convegno Internazionale: &#8220;Studi su Raffaello&#8221; (Urbino-Firenze, 6-14 aprile 1984), e qui interpretato e letto da Simone Dubrovic. Recentemente ristampato in trilogia assieme a &#8220;Raffaello. 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