{"id":255814,"date":"2023-11-06T19:12:40","date_gmt":"2023-11-06T19:12:40","guid":{"rendered":"https:\/\/eventi.uniurb.it\/serpieri200\/?p=255814"},"modified":"2024-12-12T16:58:55","modified_gmt":"2024-12-12T16:58:55","slug":"11-novembre-alessandro-serpieri-riminese-uno-scienziato-che-guardava-al-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/eventi.uniurb.it\/serpieri200\/11-novembre-alessandro-serpieri-riminese-uno-scienziato-che-guardava-al-futuro\/","title":{"rendered":"11 Novembre 2023 &#8211; Sismologia e Fisica nell\u2019Ottocento. L\u2019opera di Alessandro Serpieri (1823-1885) nel bicentenario della sua nascita &#8211; Giornata di Studi"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Urbino &#8211; Sala Serpieri, Collegio Raffaello <strong>11 NOVEMBRE 2023<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/eventi.uniurb.it\/serpieri200\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Nuova-Brochure-Sismologia-e-Fisica-4-facciate.pdf\">&gt; scarica programma dell&#8217;evento<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<h2 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Sismologia e Fisica nell\u2019Ottocento. L\u2019opera di Alessandro Serpieri (1823-1885) nel bicentenario della sua nascita &#8211; Giornata di Studi<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Incontro promosso dal Gabinetto di Fisica: Museo urbinate della Scienza e della Tecnica dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo con il patrocinio della <em>Societ\u00e0 italiana degli Storici della Fisica e dell\u2019Astronomia<\/em> (SISFA)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Mattina<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Tra Passato e Presente. Le origini della Sismologia in Italia <\/em><\/strong><strong><em>e l\u2019opera di Alessandro Serpieri<\/em><\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ore 9:30 <strong>Benvenuto e Saluti istituzionali<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><strong>Giorgio Calcagnini<\/strong>, Rettore dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo e Presidente del comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bicentenario della nascita di Alessandro Serpieri<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><strong>Maurizio Gambini<\/strong>, Sindaco di Urbino<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><strong>Andrea Vicer\u00e8<\/strong>, Direttore del Dipartimento di Scienze Pure e Applicate, Universit\u00e0 di Urbino<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><strong>Salvatore Esposito<\/strong>, Presidente della Societ\u00e0 italiano degli Storici della Fisica e dell\u2019Astronomia<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Presidente di sessione: <strong>Roberto Mantovani, <\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">9:50-10:20 <strong>Emanuela Guidoboni<\/strong>, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma <em>I terremoti nelle teorie interpretative del XVII e XVIII secolo <\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">10:20-10:50 <strong>Graziano Ferrari<\/strong>, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Bologna <em>Lo sviluppo della Sismologia in Italia nell\u2019Ottocento<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">10:50-11:20 <strong>Gianluca Valensise<\/strong>, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma <em>Padre Serpieri e l\u2019osservazione dei terremoti: dal \u2018radiante sismico\u2019 alle analisi del XXI secolo<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">11:20-11:35 Discussione<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">11:35-11:50 Coffee Break<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Presidente di sessione: <strong>Graziano Ferrari<\/strong>, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Bologna<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">11:50-12:20 <strong>Roberto Mantovani<\/strong>, Gabinetto di Fisica: Museo urbinate della Scienza e della Tecnica, Universit\u00e0 di Urbino <em>I sismografi di Alessandro Serpieri nell\u2019antico Gabinetto di Fisica dell\u2019Universit\u00e0 di Urbino<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">12:20-12:50 <strong>Stefano Santini<\/strong>, Universit\u00e0 di Urbino <em>Dai sismografi di Serpieri alla rete sismica locale del Montefeltro\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">12:50-13:05 Discussione<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Pomeriggio<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Fisica Teorica e Applicata nell\u2019Ottocento. L\u2019Opera di Alessandro Serpieri<\/em><\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Presidente di sessione: <strong>Salvatore Esposito<\/strong>, Universit\u00e0 di Napoli, Presidente della SISFA<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">15:00-15:30 <strong>Flavio Vetrano<\/strong>, Universit\u00e0 di Urbino <em>Padre Serpieri, Scolopio: uno scienziato sui generis<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">15:30-16:00 <strong>Lucio Fregonese<\/strong>, Universit\u00e0 di Pavia <em>Tra l\u2019epoca napoleonica e l\u2019Unit\u00e0. Lo sviluppo delle scienze fisiche in Italia dopo Alessandro Volta<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">16:00-16:30 <strong>Matteo Leone<\/strong>, Universit\u00e0 di Torino <em>Le Scienze in Provincia: i Fisici Italiani al Tempo di Padre Serpieri<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">16:30-16:45 Discussione<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">16:45-17:00 Coffee Break<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Presidente di sessione: <strong>Lucio Fregonese<\/strong>, Universit\u00e0 di Pavia<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">17:00-17:30 <strong>Eugenio Bertozzi<\/strong>, Universit\u00e0 di Bologna <em>Dal pranzo del Re, al quotidiano degli italiani: la diffusione della telefonia in Italia<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">17:30-18:00 <strong>Roberto Mantovani<\/strong>, Universit\u00e0 di Urbino <em>Padre Alessandro Serpieri e le Scienze Fisiche<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">18:00-18:15 discussione<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">18:15-18:20 Ringraziamenti e fine dei lavori<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">18:25 Visita guidata al Gabinetto di Fisica: Museo urbinate della Scienza e della Tecnica<\/p>\n<hr \/>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\">Abstracts<\/h3>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><strong>I terremoti nelle teorie interpretative del XVII e XVIII secolo<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Emanuela Guidoboni <\/strong><em>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia &#8211; Roma<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo alcuni accenni alla crisi della teoria aristotelica riguardante l\u2019interpretazione del terremoto, che caratterizz\u00f2 il XVI secolo, saranno presentati aspetti dei contesti teorici e filosofici in cui si svilupparono le nuove idee a partire dal Seicento e fino alla fine del Settecento. Spesso stimolati dall\u2019accadimento di grandi disastri sismici e dallo sperimentalismo dell\u2019epoca, gli scienziati cercarono anche applicazioni e strumentazioni per \u2018misurare\u2019 la forza dei terremoti o per progettare costruzioni in grado di limitare i danni sismici.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Earthquakes in the interpretative theories of the 17th and 18th centuries<\/strong> &#8211; After some references to the crisis of Aristotelian theory regarding the interpretation of the earthquake, which characterized the 16th century, aspects of the theoretical and philosophical contexts in which the new ideas developed starting from the 17th century and up to the end of the 18th century will be presented. Often stimulated by the occurrence of large seismic disasters, and by the experimentalism of the time, the scientists also looked for applications and instruments to &#8216;measure&#8217; the strength of earthquakes or to design buildings capable of limiting earthquake damage<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Lo sviluppo della Sismologia in Italia nell\u2019Ottocento<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Graziano Ferrari <\/strong><em>Associato di Ricerca dell\u2019Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia &#8211; Bologna<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019Italia vanta la pi\u00f9 antica tradizione nel campo dell\u2019osservazione scientifica dei terremoti. Gi\u00e0 dagli anni Trenta del Settecento, infatti, in Italia iniziarono i primi concreti tentativi di registrare i terremoti, prima con semplici sismoscopi, poi nei duecento anni successivi con strumenti sempre pi\u00f9 sofisticati.\u00a0 Della sismologia italiana del XIX secolo emerge soprattutto la componente osservazionale sia degli effetti dei terremoti sull\u2019ambiente antropizzato e naturale (con l\u2019elaborazione delle prime scale sismiche moderne) sia con la progettazione di strumentazione per rilevare e registrare i terremoti. La nascita della prima rivista di geodinamica al mondo, il Bullettino del Vulcanismo Italiano (BVI), per iniziativa di M.S. de Rossi, favor\u00ec la progettazione di numerosissimi strumenti sismici, molti dei quali rimasti a livello di prototipi, da parte dei numerosi corrispondenti del BVI. Questa intensa attivit\u00e0 di progettazione di strumenti sismici e osservativa ha dato vita a una densissima rete di osservazione meteorologico-sismica costituita da osservatori pubblici, privati o afferenti ad alcuni ordini religiosi particolarmente attivi in questi settori scientifici: Barnabiti, Scolopi e Gesuiti. All\u2019interno di questo contesto si colloc\u00f2 l\u2019opera di Alessandro Serpieri con gli importanti studi dei terremoti del 12 marzo 1873 nelle Marche meridionali e del 18 marzo 1875 nella Romagna e con la progettazione e sperimentazione di strumenti sismici. Sul fronte istituzionale nel 1876 nacque l\u2019Ufficio Centrale di Meteorologia (UCM) che con successive modificazioni di denominazione e competenze \u00e8 confluito nel CREA. Nel 1887 l\u2019UCM assunse anche la competenza geodinamica, arricchendo la propria rete meteorologica con osservatori geodinamici di primo e secondo ordine.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Padre Serpieri e l\u2019osservazione dei terremoti: <\/strong><strong>dal \u2018radiante sismico\u2019 alle analisi del XXI secolo<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Gianluca Valensise <\/strong><em>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia &#8211; Roma<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Padre Serpieri \u00e8 stato certamente uno dei pionieri della sismologia moderna, anche perch\u00e9 il caso volle che nella regione in cui viveva accadessero almeno due forti terremoti durante la sua et\u00e0 matura: nelle Marche meridionali nel 1873 e vicino Rimini nel 1875, pi\u00f9 altri minori. Padre Serpieri si stava interessando all\u2019importante tema della localizzazione dei terremoti e \u2013 in analogia con quello che aveva appreso dalle sue ricerche in campo astronomico \u2013 aveva correttamente stabilito che ogni terremoto originava da un \u2018radiante sismico\u2019. Ma il terremoto del 1873 fu per lui un tiro mancino: si trattava infatti di un terremoto che oggi sappiamo essere stato decisamente pi\u00f9 profondo \u2013 intorno ai 20 km \u2013rispetto ai normali terremoti crostali. Padre Serpieri si interrog\u00f2 su una serie di quesiti \u2013 perch\u00e9 il terremoto si era propagato cos\u00ec lontano, perch\u00e9 in fondo aveva fatto pochi danni, perch\u00e9 era stato sentito anche in Dalmazia \u2013 che nei 150 anni trascorsi da quell\u2019evento sono ancora irrisolti anche per noi, fallaci sismologi del XXI secolo. Una rivisitazione di quello che lui annot\u00f2 potrebbe forse far emergere nuovi indizi per capire le reali caratteristiche di quel terremoto decisamente misterioso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Father Serpieri and his observations of earthquakes: from the &#8216;seismic radiant&#8217; to 21st century analyses<em>.<\/em><\/strong> Father Serpieri was certainly one of the pioneers of modern Seismology, also because it so happened that at least two strong earthquakes occurred in the region where he lived during his mature age: in the southern Marche in 1873 and near Rimini in 1875, plus other smaller ones. Father Serpieri was interested in the important topic of earthquake location and &#8211; in keeping with what he had learned from his research in Astronomy &#8211; he had correctly established that every earthquake originates from a &#8216;seismic radiant&#8217;. But the 1873 earthquake was a tricky one for him: that we now know that it was was definitely deeper &#8211; around 20 km &#8211; than normal crustal earthquakes. Father Serpieri asked himself a series of questions &#8211; why the earthquake had spread so far, why it had done so little damage, why it had also been felt in Dalmatia &#8211; which in the 150 years that have passed since that event are still unresolved even for us, fallacious seismologists of the 21st century. Revisiting what he wrote could perhaps bring out new clues and help us understanding the real characteristics of an undisputably elusive earthquake.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><strong>I sismografi di Alessandro Serpieri <\/strong><strong>nell\u2019antico Gabinetto di Fisica dell\u2019Universit\u00e0 di Urbino<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Roberto Mantovani <\/strong><em>Gabinetto di Fisica: Museo urbinate della Scienza e della Tecnica, <\/em><em>Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Gabinetto di Fisica: Museo urbinate della Scienza e della Tecnica dell\u2019Universit\u00e0 di Urbino Carlo Bo conserva, tra i tanti apparati scientifici risalenti al XIX secolo, anche alcuni sismografi utilizzati dallo scienziato Alessandro Serpieri per i suoi studi sui terremoti. La relazione cercher\u00e0 di ricostruire la storia di questi apparati. Le prime pubblicazioni del Serpieri su tali studi risalgono al grande terremoto avvenuto in centro Italia il 12 Marzo 1873. Quello studio, ben apprezzato dai suoi contemporanei, forn\u00ec anche al Serpieri l\u2019occasione per l\u2019ideazione di un nuovo sismografo le cui caratteristiche principali erano la facile costruzione, l\u2019economicit\u00e0 e la capacit\u00e0 di fornire l\u2019ora e il verso del \u201cprimo impulso\u201d del terremoto.\u00a0 Purtroppo di questo modello, ben descritto nel 1873, nulla \u00e8 sopravvissuto. Gli apparati che, viceversa, si sono conservati sono tre e versano in buone condizioni, seppur incompleti in alcune parti. Si tratta del sismografo De Rossi e di una coppia di sismografi per scosse ondulatorie e sussultorie ideati dal macchinista e assistente al Gabinetto di Fisica Achille Scateni. La storia del primo sismografo ci \u00e8 data dal ritrovamento della corrispondenza epistolare intercorsa tra il Serpieri e lo scienziato romano Michele Stefano De Rossi. Degli altri sismografi ci \u00e8 rimasta la sola descrizione dell\u2019apparato per scosse ondulatorie, pubblicata dal medesimo Scateni. Altre copie e modelli della coppia di strumenti di Urbino sono oggi conservati a Roma e a Pesaro.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Dai sismografi di Serpieri alla rete sismica locale del Montefeltro<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Stefano Santini <\/strong><em>Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Negli ultimi anni, il recupero di alcuni documenti storici ha permesso di comprendere meglio il funzionamento dei sismografi utilizzati da Alessandro Serpieri (1823-1885) presso l&#8217;Osservatorio dell&#8217;Universit\u00e0 di Urbino nel XIX secolo. Egli infatti comprese, tra i tanti parametri caratterizzanti il sisma, l\u2019importanza nell\u2019identificazione dell\u2019istante preciso del verificarsi di un evento e della direzione della relativa scossa, importanza condivisa da altri studiosi internazionali dell\u2019epoca che incominciavano ad approcciarsi a questo tipo di studi. Sulla base di questi concetti, si \u00e8 cercato di realizzare strumenti che potessero registrare il movimento del suolo e di relazionare le informazioni dai vari Osservatori, fino ad arrivare allo sviluppo di reti sismiche, come le conosciamo adesso, che permettono di analizzare la sismicit\u00e0 per migliorare la conoscenza da un punto di vista geologico strutturale, geodinamico e sismotettonico. Con questo intento si \u00e8 deciso di realizzare, a partire da dicembre 2018 e nell\u2019ambito di un progetto DiSPeA in collaborazione Universit\u00e0 di Urbino &#8211; INGV, una rete sismica temporanea nell\u2019area del Montefeltro, allo scopo di poter utilizzare nuovi dati sismici a compendio di quelli registrati dalla Rete Sismica Nazionale (RSNC). La regione storica del Montefeltro, della quale Urbino \u00e8 il capoluogo, \u00e8 stata interessata in tempi recenti da sismicit\u00e0 con magnitudo ML inferiore a 4, la cui maggior parte di eventi sismici si sono verificati nei 15 km superiori della crosta. Dai dati registrati \u00e8 possibile dedurre che nell&#8217;area del Montefeltro esiste un bacino caratterizzato da microsismicit\u00e0, mentre nelle aree limitrofe la sismicit\u00e0 \u00e8 concentrata principalmente in tre zone: riminese, forlivese e fascia appenninica. Per analizzare sequenze sismiche di bassa magnitudo con una risoluzione abbastanza elevata \u00e8 necessaria una buona copertura dell&#8217;area da studiare. La rete sismica del Montefeltro (codice rete FDSN: 1S) \u00e8 costituita da stazioni dotate di digitalizzatori dinamici, che registrano in modalit\u00e0 continua a 100 sps, e sensori a banda corta\/estesa\/larga a tre componenti (sensori Sara SS20 3D\/0.5s, Sara SS02 3D\/5s, Lennartz 3D\/5s, Guralp 3D\/30s). I dati vengono utilizzati per analizzare la sismicit\u00e0 e l&#8217;evoluzione spazio-temporale di piccole sequenze sismiche fortemente raggruppate nello spazio e nel tempo, verificatesi nell&#8217;area considerata e nelle zone circostanti.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Padre Serpieri, Scolopio: uno scienziato sui generis<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Flavio Vetrano <\/strong><em>Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019intervento mira ad evidenziare gli aspetti profondamente umani della personalit\u00e0 di Alessandro Serpieri, come emergono dalle testimonianze relative alla didattica da lui praticata per i suoi studenti e dal complesso del suo epistolario; ed a sottolineare soprattutto le particolarit\u00e0 della sua visione scientifica in cui una integra fede cattolica permea un chiarissimo approccio razionalista, evitandogli cos\u00ec di scivolare verso passati estremismi illuministici o verso l\u2019incombente materialismo positivista. Ne emerge il ritratto di un poliedrico scienziato, dotato di qualit\u00e0 non comuni. Si richiameranno altres\u00ec alcuni spunti, originali per l\u2019epoca in cui sono stati formulati, che nei decenni successivi ed in particolare nella seconda met\u00e0 del Novecento troveranno fruttuosi sbocchi nel campo della Fisica Teorica.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Tra l\u2019epoca napoleonica e l\u2019Unit\u00e0. <\/strong><strong>Lo sviluppo delle scienze fisiche in Italia dopo Alessandro Volta<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Lucio Fregonese <\/strong><em>Universit\u00e0 degli Studi di Pavia<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019intervento prende le mosse dando uno sguardo alla collocazione della fisica nelle istituzioni deputate all\u2019insegnamento durante il periodo napoleonico e nel successivo periodo della Restaurazione. L\u2019analisi si sofferma inizialmente sulle figure di Stefano Marianini (1790-1866), Giuseppe Belli (1791-1860), Ottaviano Fabrizio Mossotti (1791-1863), tutti allievi del matematico Vincenzo Brunacci (1768-1818) e studenti a Pavia quando l\u2019influenza di Volta era ancora ben viva, nonostante non tenesse pi\u00f9 i corsi istituzionali. Si propongono alcune considerazioni sul tipo di ricerche fisiche che intrapresero e sul rapporto di queste con la matematica. Si considerano anche alcuni aspetti dell\u2019opera di Leopoldo Nobili (1784-1835) e di Macedonio Melloni (1798-1854). Si propongono inoltre alcune considerazioni riguardanti le principali riviste che, nell\u2019area del nord del Paese, raccoglievano le pubblicazioni degli studiosi italiani, il Giornale di Fisica, chimica e storia naturale (1808-1827), edito da Brugnatelli, Configliachi e Brunacci, e gli Annali delle scienze del Regno Lombardo-Veneto (1831-1845), editi da Ambrogio Fusinieri (1775-1853). L\u2019analisi si sofferma infine sull\u2019importante figura di Carlo Matteucci (1811-1868), capace di sollevare un rinnovato dibattito sull\u2019elettricit\u00e0 animale, che condurr\u00e0 le eredit\u00e0 di Galvani e Volta verso nuovi risultati, dai quali avr\u00e0 origine la moderna elettrofisiologia ma gradualmente sempre pi\u00f9 al di fuori della penisola italiana.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Le Scienze in Provincia: i Fisici Italiani al Tempo di Padre Serpieri<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Matteo Leone <\/strong><em>Universit\u00e0 degli studi di Torino<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In questo contributo si far\u00e0 una veloce panoramica sulle cattedre di fisica sperimentale, sui titolari di tali cattedre nonch\u00e9 su alcuni temi di ricerca in fisica nell\u2019Italia della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, in un periodo corrispondente a quello in cui fu attivo Alessandro Serpieri. Si presenteranno inoltre alcuni esempi di tali ricerche tratti dalla letteratura scientifica del tempo.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Padre Alessandro Serpieri e le Scienze Fisiche<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Roberto Mantovani <\/strong><em>Gabinetto di Fisica: Museo urbinate della Scienza e della Tecnica, <\/em><em>Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il lascito di Padre Serpieri su argomenti e questioni legate alle scienze fisiche \u00e8 piuttosto ricco. Oltre ai suoi lavori a stampa sono stati rinvenuti i suoi appunti manoscritti diligentemente raccolti di anno in anno in quaderni cartacei ad uso didattico e di ricerca. Serpieri pubblic\u00f2, per la sola fisica, undici interessanti lavori, la maggior parte dei quali concentrati tra il 1868 e il 1884. In questi lavori emergono variegati punti di vista: questioni teoriche, ricerche sperimentali, appunti per la didattica e note per la divulgazione scientifica, queste ultime trattate anche in chiave storica. Nel 1851, primo in Italia, Serpieri replic\u00f2 ad Urbino il famoso esperimento del pendolo di Foucault con il quale il fisico francese forniva la prova sperimentale della rotazione terrestre. Nel 1855 si dedic\u00f2 a questioni teoriche e sperimentali sulla trasmissione di messaggi simultanei su una linea telegrafica. Nel 1868 pubblic\u00f2 un lavoro che rivisitava, dal punto di vista storico, i tentativi e gli sforzi che si erano sviluppati per unificare sotto un medesimo concetto, quello di forza, i diversi aspetti della realt\u00e0 fisica. Sempre nel 1868 si dedic\u00f2 allo studio dei gas e ai nuovi principi della termodinamica. Seguirono altri lavori relativi al funzionamento dei primi telefoni e agli apparecchi di William Crookes, pioniere degli studi sui raggi catodici. Gli ultimi anni del Serpieri videro l\u2019uscita di due notevoli opere didattiche: il Potenziale elettrico nell&#8217;insegnamento elementare della elettrostatica, edito a Milano nel 1882, e Le misure assolute meccaniche elettrostatiche ed elettromagnetiche con applicazione a vari problemi, uscito anch&#8217;esso a Milano nel 1885.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/eventi.uniurb.it\/serpieri200\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Nuova-Brochure-Sismologia-e-Fisica-4-facciate.pdf\">&gt; scarica programma dell&#8217;evento<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Urbino &#8211; Sala Serpieri, Collegio Raffaello 11 NOVEMBRE 2023 &gt; scarica programma dell&#8217;evento Sismologia e Fisica nell\u2019Ottocento. 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